La cravatta di Saakashvili


Cercando ulteriori notizie sulla situazione in Georgia, ne spunta una che dà il segno di quanto sia pretenzioso cercare “informazione” su Internet che non sia comunque legata a fatti frivoli, più spesso semplicemente banali, a volte turpi, se messi a confronto con la gravità del contesto in cui si trovano.

Allora venire a conoscenza del gesto di nervosismo del presidente georgiano Saakashvili (che durante una telefonata ha mordicchiato la propria cravatta, senza peraltro indulgere in particolari manifestazioni di violenza alla Conte Ugolino) da un filmato della BBC – che starà facendo il giro del mondo, ovviamente: a me è capitato sott’occhio su LaRepubblica.it – di certo renderà più sincere ed efficaci le nostre simpatie o antipatie per la Georgia, il Caucaso, le centinaia di migliaia di profughi…

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In Georgia


A tanti potrebbe capitare di scambiare ancora la repubblica caucasica della Georgia con il ben più famoso stato della federazione degli Stati Uniti d’America – magari facendo affidamento alla memoria di Via col vento, che proprio lì ambienta buona parte della vicenda.

Rimane solo una guerra a tenere legate le due nazioni, fra l’altro con un ben diverso presente per i georgiani di oggi – che hanno un ben ambiguo rapporto con gli USA…

Adesso non mi interessa fare politica spicciola e triviale: mi piacerebbe farvi ascoltare un canto tradizionale georgiano, che è di una disarmante bellezza, e che rivolge una preghiera al Signore affinchè non abbandoni il popolo del paese e lo difenda nelle difficoltà. Il titolo è “Ghmerto, Ghmerto” (“Signore, Signore“), ed è cantato da uno dei cori maschili più noti e apprezzati della Georgia, Les Voix de Georgie.