Stazioni d’Italia—Taormina, 24 febbraio 2013


Taormina ha vecchi mosaici, retaggio di splendori passati: “Taormina-Giardini” si legge, Giardini Naxos, la Nasso dei Calcidesi imparentata con Lentini.

Oggi accolgono piccole aspidistre appese sulle armature liberty metalliche della stazione, a mo’ di lampadari viventi: assieme a queste, palme disseccate colpite dal punteruolo rosso.

Ma l’Isolabella vale tutto il tramestio del cuore che si apre appena il vagone si tuffa a un passo dal mare, quasi invitando a una azzurra morte serena invernale.

Fichi scheletrici lasciano immaginare i piaceri estivi, le delizie colte, le meditazioni contro i desideri dei bodhisattva nostrani: contro il mare, valli erose e metamorfiche e fitte foreste dei bassi Nebrodi.

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