Improvvisi per Polpastrello Ben Temperato – Cuore Verde


Giornata astrusa oggi.
Ecco cosa manca al sentirsi a casa, pienamente a casa: l’odore che per le scale sento di cucina, di cose preparate – con amore o meno, con parsimonia di tempo o grande spreco di lentezza (che è amore – e l’amore cos’è, in fondo… – e non solo per gli altri ma anche per sé) o grandi avvisi che giungono da lontano come gli abbracci conosciuti, i rintocchi del cucchiaio di legno sul bordo del tegame, il passo notturno felpato per non disturbare, il far finta di dormire per ricevere la carezza sul viso – le tue guance, i tuoi occhi che guardo, tanto grandi tanto bianchi e verdi e pieni di pensieri, il tuo broncio e gli scherzi.
Sarò da solo, ancora per oggi, più a lungo forse di quanto dovrei – farò la pazzia di prensentarmi e schiacciare sul citofono il tuo nome, per dirti che ti amo ancora. Non è pazzia – non voglio niente, solo ridirtelo.
Giornata astratta oggi, di astratti furori.

YouTube – Ryuichi Sakamoto Tour Book cd – A Flower is not a Flower
   

Annunci

Improvvisi per Polpastrello Ben Temperato – L’airone sull’erba


Wakana tsumi / sagi mo sabishiku / omou ya to: "Mentre raccoglie / erbe anche l’airone / par esser solo". 

Svolazzava dove? Su una gamba soltanto? Rincorrendo chi e che cosa, l’airone? Qualche verme verde e grasso fra l’erba, col lungo becco, forse: un vento più forte gli scompiglia le piume sull’ala destra, due o tre nemmeno, piccole e flessibili, bianchissime – rimugina certo qualcosa l’airone: come l’avrebbe comunicato allora a tutto il mondo che scorre adesso in una goccia di rugiada – poiché il mondo è una goccia di rugiada, si trova e vive e scorre e muore e risorge in una goccia di rugiada, eppure… eppure. Qualche cuoco ghiottone l’avrebbe slavato del suo afrore selvatico e cotto per rimedio alla crapula: il solitario l’avrebbe sacrificato, ultima sua risorsa, all’amore anche lui: che lunga teoria degli indagatori avrebbero costruito. E tu cosa ne sai? Non leggi forse col contegno di arrivare al dunque, di scorgere un mistero e poi risolvere col tuo aguzzo ingegno dove gli altri si ottundono? E dell’ombra dell’airone, dell’ombra del cavaliere che su di lui si posa per carpirne la pace o il fuoco insoddisfatto e interno, il tuo ingegno cosa dirà?

Tutta una nebbia copre l’airone e l’erba e la solitudine: chi se ne avvede? Della caligine che copre l’airone che è solo agli sguardi mentre non si cura del tempo, chi si avvede? È freddo, un vento lieve e freddo spazza minuti pulviscoli sull’airone, sull’ala sinistra, qualche piuma sulla cresta e l’occhio tondo e infido degli uccelli in questo airone – abbiamo visto forse un airone, o il colore bianco e nero e giallo del suo corpo, la sua luce nascosta dal paesaggio e qualche ombra? Siamo certi davvero che sia un airone, o una cicogna si traveste, o una farfalla nel sogno che compiamo per rito ed abitudine? L’airone, il sogno, la farfalla, cosa sono? E tu che pensi, vieni pensato adesso? Tu chi sei? – si tramuta in uno specchio dove cade l’erba e la solitudine ed ogni cosa ha il suo peso e lo perde e non lo ha più, ed è perché non è.

L’airone mentre coglie le sue erbe pare esser da solo: siamo aironi da sempre e siamo soli.

YouTube – Bach Partita No.6 Toccata by Glenn Gould
  

Improvvisi per Polpastrello Ben Temperato – Andarsene, opera lunga


ma poi lo sanno ma preferiscono vederla togliere a chi va in galera.
Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va.
Vagli a spiegare che certe allegre serate possono risolversi presto nel piattume di non saperti qui – e tu te ne freghi forse, ma di certo hai altri ben altri pensieri per la testa e tutto ha un senso certo, rinserrato nelle tue sindromi.
Il cardellino dagli occhi stanchi canta per poco sul tetto in lamiera, poi tace. Il blu lo esalta di sicuro, il giallo lo inebria e il rosso – che parrebbe distrarlo – forse è visto come un grigio quasi nero sulla sua retina che deve distinguere altro anche a notte: altre allegrie come le tue che sono febbri intense di desiderio di sconosciutezza o di troppo conosciuti ricordi di anni e feste ed altre spensieratezze.
Il terzino cosa farà, esiste ancora? Il portiere caduto alla difesa ultima vana – lo sapevamo già, nasconderà il suo viso in terra per non vedere l’esultanza degli avversari coinvolti nella mischia delle umane giocose faccende a somma zero: io vinco, tu perdi. Ed il pareggio?
Con te non si pareggia, ed è per questo che andarsene è sempre una più lunga opera che restare.